ARTICOLO 3 – CASE STUDY: UNA FESTA SUL LAVORO

In questo articolo vi narrerò di qualcosa di strano, di atipico, di divergente. Di un evento psicosociale a cui non è facile assistere nemmeno nei nostri contesti urbani con la più alta incidenza di biodiversità umana, o, se vogliamo, cognitiva. Questo evento è: un gruppo di autistici che fanno festa. Considerato che nella letteratura scientifica non c’è traccia di un resoconto sufficientemente particolareggiato di un accadimento simile, mi accingo qui a riportarne la descrizione. Con dovizia di dettagli, ovviamente.

Il luogo è l’agenzia di comunicazione OOTB; i partecipanti sono i membri del team introdotti singolarmente negli articoli precedenti, qui osservati in un contesto di interazione informale; nell’esposizione verrà adottato un tono leggermente umoristico, in quanto adatto alla materia trattata.

In questa festa che vado a raccontare ci siamo radunati per salutare Alessandro, che ci ha sopportati per due settimane dovendo portare a termine un periodo di alternanza scuola-lavoro. La Mavi si è premunita di popcorn, patatine, bibite, e anche un succo di frutta                          (probabilmente pensando ai fanatici salutisti come il sottoscritto). Le cibarie vengono disposte al centro del tavolone, in ciotole e piatti, e appena le patatine hanno colmato il contenitore a loro destinato vengono repentinamente aggredite da Lorenzo e Berni, che si avventano su di esse con una voracità che lascia temporaneamente sgomenti gli altri membri del team. Appena riusciamo a riaverci da questo spettacolo della natura, Mavi indirizza con gentilezza ad Alessandro la domanda di prammatica in queste situazioni: “Come ti sei trovato ad OOTB Alessandro? Ti ha fatto piacere lavorare con noi?”   Max, seduto accanto ad Alessandro, si volta di scatto verso quest’ultimo trafiggendolo con un intenso sguardo fisso, che forse significa “ti sfido a dire che non ti sei trovato bene”, o che invece è solo in trepidante attesa della risposta.   Alessandro abbozza un sorriso leggermente imbarazzato e dice “Bene, bene, il lavoro mi è piaciuto, e poi tutti sono simpatici”. Io, solitamente goffo in situazioni di gruppo, mi sforzo di dire qualcosa e gli chiedo in che classe va “l’anno prossimo in quinta” mi risponde, e getta quindi uno sguardo sconsolato alla ciotola delle patatine ormai decimate. Da parte mia continuo i miei tentativi di conversazione chiedendo a Natalia se vuole un po’ di succo, e faccio il gesto di versarlo, ma questa copre velocemente il bicchiere con la mano e mi risponde sorridendo: “No grazie Enrico”. Capisco così di essere solo, con quel cartone di succo, e mi perdo un attimo nel leggerne gli ingredienti. Max si versa un’altra generosa quantità di Fanta per buttar giù i popcorn, mentre Berni riesce a strappare l’ultima patatina a Lorenzo, chiedendo poi ad Alessandro “e adesso Ale sai già cosa farai nelle vacanze?” Alessandro ci risponde con i suoi progetti, dopodiché Max attacca narrando del suo ultimo weekend golfistico, in qualche modo correlato, a suo parere, con le vacanze di Alessandro. Dopodiché chiede a me che progetti ho per il weekend in arrivo; io rispondo che non so ancora, e la medesima domanda viene così indirizzata a Giulio: “ Dormire” risponde quest’ultimo, causando risa presso altri membri del team. “ ma come??” interloquisce Lorenzo “quindi non spendi i tuoi weekend per il Mediterraneo sullo yacht di Steven Spielberg?!” dandoci un saggio del suo umorismo. “no no” ribatte Giulio introducendo il suo umorismo “Semmai è Steven Spielberg che passa i weekend sulla mia barca a remi”. Lorenzo assume un’aria contrita e mi guarda: “sono proprio deluso”. Scoppio in una moderata risata unendomi a quelle apparse in altre parti del tavolo, e sulla scia degli scambi precedenti sopraggiunge l’umorismo di Mavi “vogliamo mettere, passare un weekend da soli in barca a remi con il Maestro Ciarambino, non che Spielberg possa ritenersi all’altezza di un simile trattamento” e sorrido, al che Lorenzo “ ma noi sì purtroppo!” e poi rivolgendosi a me: “Enrico, immagina tutti noi di OOTB naufraghi su un’isola deserta, vestiti con delle gonne di foglie…e ghirlande di fiori al collo…” l’immagine mentale prodotta da questo suggerimento mi fa andare di traverso il succo salutista, e devo trattenermi per non ridere innaffiando così gli altri membri del team.

“ma con una festa così ci vorrebbe uno spumante, Alessandro!” Mavi afferma “ no no” sorride Alessandro, “anche così va benissimo”, e lancia uno sguardo alla porta, probabilmente pensando alla fuga. Aperto l’argomento alcol Geo partecipa con un aneddoto, riferito con il suo consueto contegno di lord inglese, riguardante amici della sua famiglia che hanno portato a una cena dei liquori di alta qualità. Poi ci istruisce sulle qualità organolettiche di ciascun liquore, chiudendo con la vodka: “se è di bassa qualità ha più o meno un gusto di disinfettante di ospedale, ma se è di alta qualità allora acquista il sapore di una vernice per automobili” dopo questa affermazione ognuno condivide i suoi gusti alcolici, sicché veniamo a conoscenza che la Mavi apprezza il Rum, Berni i cocktail in generale, Geo il Pimm’s No.1 Cup, Giulio il Barbera, Natalia il Rachiu, Lorenzo il succo di pera, io l’acqua a temperatura ambiente, e Max le Gocce Imperiali con gradazione del 90% di alcol. Quest’ultimo poi cambia la sua risposta con la Coca Cola, che in effetti è meno dannosa per il fegato, a lungo termine. Manca Alessandro, che ormai sembra avere poche parole se non nessuna, e tenta “mah io , una birretta ogni tanto…” “bravo Alessandro, scegli la sobrietà” commenta Giulio, portandosi alla bocca uno dei sette popcorn e non di più che tiene in mano “al contrario di te!” aggiunge Lorenzo facendo sbuffare il Maestro Ciarambino, “ma certo, perché l’arte deve derivare da uno stato di quasi ebbrezza…” chioso io domandandomi poi se ho detto qualcosa di intelligente, oppure no. “comunque io devo mantenere il massimo di sobrietà con il motorino nuovo” introduce Mavi “ho ancora grosse difficoltà a manovrarlo, credo anzi possieda una vita propria”, e gesticola un attimo spiegandoci le difficoltà incontrate nella manovra“ imparare sarà veramente impegnativo” commenta Lorenzo “ma alla fine potrai finalmente partecipare a gare di velocità clandestine” “finalmente” ride Mavi “e gestire contemporaneamente una bisca per le scommesse, il mio sogno nel cassetto” anche Natalia ride, e poi condivide una delle sue perle di saggezza “come diciamo in Moldavia, se devi mangiare un elefante, dividilo in piccole parti, per dire come trattare qualcosa di difficile o complesso” “ esatto, farò proprio così” continua Mavi nel suo humor “con qualche piccolo incidente alla volta, prima il marciapiede, poi un paraurti” tutti ridono o sorridono, Alessandro compreso, che sembra aver trovato l’atteggiamento filosofico giusto per vivere al meglio la situazione (lo stoicismo, potremmo ipotizzare). 

Nello stesso tono fin qui descritto lo scambio di battute e discorsi semiseri procede fino ad esaurimento di cibarie e di umorismo. Si dà così un’occhiata agli orologi.  Le ombre nel nostro cortile si stanno allungando, e questo pomeriggio di fine giugno si avvicina al termine. Raduniamo i bicchieri di plastica per un ultimo brindisi ad Alessandro, che forse un poco si è persino divertito. “dì la verità Alessandro” lo apostrofa Lorenzo “queste sono state le due settimane più belle della tua vita” Il ragazzo è colto alla sprovvista, pare cercare una risposta adeguata, ma finisce con l’optare per un sorriso diplomatico. Mavi ride e conclude la festa augurando ad Alessandro buona estate e una buona ripresa della scuola. Alessandro si avvia, seguito dagli ultimi saluti. Noi tutti raccogliamo le nostre cose e ci apprestiamo alla partenza, avendo potuto apprezzare questo nuovo momento di team building e conoscenza reciproca. 

Qui si conclude il resoconto di una festa tra appartenenti allo spettro autistico ed esponenti neurotipici, forse con peculiarità cognitive non ancora catalogate. Viene posto all’attenzione della comunità scientifica o dei semplici interessati con la speranza, nel suo piccolo, di contribuire a una migliore conoscenza dell’autismo.

Scritto da Enrico Buttafava